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Comune di Cetara, Corso Umberto I, 47 - 84010 Cetara (Sa)

Il Comune di Cetara è considerato un suggestivo borgo nella Costiera Amalfitana. Il paesaggio fortemente evocativo, il fitto abitato dall’ architettura monocellulare, le case bianche, il dialetto locale, ricco di termini marinareschi arabi o bizantini, caratterizzano questo luogo e rivelano al contempo i suoi molteplici influssi culturali. Dotato di una spiaggia raccolta e insieme panoramica, il borgo è chiuso nell’ entroterra dal monte dell’Avvocata che si eleva fino a raggiungere l’altezza di quasi mille metri. Il legame con il mare si sente ovunque, a cominciare dal nome che potrebbe derivare o da “Cetaria”, (tonnara in latino), o da “cetari”, i pescatori o commercianti di tonni, per finire con la gastronomia dove il pesce è l’alimento principe. Da sempre Cetara ha rivestito una notevole importanza strategica. I saraceni la conquistarono e la occuparono dall’842 d.C. all’ 879 d.C.  facendone uno dei bastioni per il tentativo, fallito, di conquistare Salerno.

Il piccolo paese fu soggetto prima al controllo di Amalfi per poi diventare il porto della opulenta abbazia di Cava che utilizzava l’approdo cetarese per i suoi commerci con gli altri monasteri benedettini e con i porti dell’altra sponda del Mediterraneo verso cui portava pellegrini e importava merci.  La tassa di ancoraggio dovuta dalle navi in sosta costituiva un ulteriore introito.

Il 1534 fu un anno terribile per la piccola cittadina. I turchi saccheggiarono Cetara e deportarono come schiavi circa 300 abitanti.  Per fronteggiare le scorrerie dei pirati fu costruita la Torre Vicereale che ancora oggi caratterizza il paesaggio del borgo, identificando la cittadina di Cetara.

Tra i luoghi di interesse storico-culturale ricordiamo:

  • La Chiesa di San Pietro, edificata prima del 988;
  • La Chiesa di Maria Santissima di Costantinopoli, di origine bizantina;
  • La Torre Vicereale, più volte ricostruita e utilizzata un tempo per l’avvistamento dei pirati, dopo essere stata compresa nell’elenco delle torri non considerate più come fortificazioni con decreto del re Vittorio Emanuele II, poté essere venduta. Il Comune di Cetara, infatti, nel 1864 per appianare il pesante passivo di bilancio, decise di sdemanializzarla e di alienarla a privati.

Cetara è ancora oggi un paese prevalentemente dedito alla pesca, cui si affianca l’agricoltura con le antichissime coltivazioni dei limoni e dei terrazzamenti. Il prodotto tipico del luogo è però rappresentato dalle acciughe conservate sotto sale e vendute in artigianali vasetti di vetro, nonché dalla famosa e pregiata “colatura di alici”. Dedicata ai pescatori, al mare e alla terra, è la “sagra delle acciughe e dei limoni” che si tiene la prima decade di agosto. La “Festa di San Pietro a Mare”, organizzata nel mese di giugno, è un insieme di cerimonie religiose e di festeggiamenti profani come il famosissimo spettacolo pirotecnico che ha luogo nelle acque antistanti il porto e che da sempre attrae un gran numero di turisti da terra e l’intera flotta diportistica salernitana per mare.

Prodotti tipici locali:

  • Alici;
  • Tonno;
  • La colatura di alici;
  • Spaghetti con la colatura di alici;
  • Il “Cuoppo”: caratteristico cartoccio conico contenente pesce fritto, soprattutto alici e pesce di paranza;
  • Limoni.